MODELLISTICA:

Intervento di comunità

Legato alla tradizione ed ai riferimenti della psicologia di comunità, l’intervento di comunità considera come target principale delle sue attività la cittadinanza e come luogo prioritario di azione la strada, elemento cardine del processo di sviluppo della comunità locale.

Esso mira principalmente al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
la responsabilizzazione rispetto alle problematiche sociali relative alla sicurezza sociale e alla vivibilità delle aree urbane;
la condivisione delle modalità di soluzione di problematiche sociali specifiche;
la promozione della partecipazione alle azioni di cambiamento sociale.

Centrale nell’intervento di comunità è il concetto di “empowerment” inteso come processo di arricchimento collettivo, il cui sviluppo è strettamente legato alle dinamiche di autodeterminazione della comunità stessa.

Le azioni di un intervento di comunità sono generalmente dirette a:

creare una comunità locale in grado di cogliere le “invarianze” strutturali presenti sul proprio territorio, i modelli di rappresentazione sociale, i rapporti causa-effetto, i target forti e i target deboli, la gestione del potere, la pressione dei gruppi sociali, il ruolo delle minoranze attive, i rapporti tra bisogni, risorse e servizi, la capacità di armonizzare domanda sociale ed offerta sociale;

creare una comunità competente in grado di elaborare processi di mediazione dei conflitti sociali che si manifestano in relazione ai fenomeni del disagio;

conoscere ciò che i vari attori sociali fanno, esplicitamente ed implicitamente, nel lavoro sociale; conoscere ciò che non fanno e potrebbero fare; ipotizzare delle possibili aree di intervento da sviluppare sulla base delle conoscenze acquisite;

conoscere tutte le strategie d’impatto sociale sperimentate sul contesto fenomenologico, studiarne l'efficacia e l’efficienza;

conoscere l’incisività delle strategie attivate sui campioni sociali e valutare la "penetrabilità "dei contesti;

sensibilizzare gli “opinion leader” formali ed informali dei contesti in cui si concentrano le azioni;

costruire degli “strumenti cerniera” tra le azioni prodotte ed i contesti di intervento per facilitare la compatibilità degli attori sociali con i contesti e con gli attori informali (famiglie, scuola, cittadinanza). Tali strumenti consistono per lo più in attività di sensibilizzazione e di diffusione di risultati;

strutturare un'organizzazione "sostenibile" nel tempo, capace di fornire servizi ai gruppi ed ai soggetti interessati;

modificare i modelli con cui i contesti pensano ed agiscono il disagio potenziale e manifesto.

Nella costruzione dei modelli di intervento è importante prevedere una serie di azioni tipo che rendono efficaci gli interventi rispetto a fenomeni specifici di disagio sociale individuati dalle comunità.

Fonte: Progetto OASIS – Ob. 1 Asse 3- Misura II – PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno

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