STRUMENTI:

Rendicontazione Sociale


Non esistono principi di contabilità sociale codificati. I vari sistemi di contabilizzazione sono infatti di recente introduzione e, pur presentando delle similitudini, essi non sono né uniformi né universalmente condivisi. Rispondono ad esigenze precise dettate dal management (fasce direzionali) in considerazione del settore di appartenenza (profit, non profit, servizi, di produzione) e della categoria di stakeholder con cui l’azienda si relaziona nella gestione della propria responsabilità sociale.

L’azienda che decide di strutturare un sistema di rendicontazione per la redazione di un bilancio sociale deve centrare il proprio ciclo di vita sulla gestione della responsabilità sociale e delle relazioni con gli stakeholder. Ciò comporta l’individuazione e l’interiorizzazione di una serie di valori sociali che orientano tutte le attività aziendali.

Diversi sono i modelli di riferimento di rendicontazione sociale, tra cui proponiamo il “The Copenhagen Charter”.


The Copenhagen Charter

Tale modello riproduce un ciclo gestionale orientato alla costruzione e al mantenimento di relazioni strutturate con gli stakeholder; inoltre, esso considera il bilancio sociale funzionale al management aziendale e non un mero strumento di misurazione.

Secondo la Copenhagen Charter, l’obiettivo dell’azienda che intende accrescere la propria responsabilità sociale è riuscire “a creare valore”, integrando i processi di dialogo e di reporting con gli stakeholder nella mission e nella strategia aziendali. In quest’ottica, la rendicontazione sociale diventa un metodo di lavoro che orienta il management verso “la responsabilità sociale” e assicura/verifica la creazione di valore condiviso tra tutti gli stakeholder chiave, siano essi interni o esterni all’azienda. Non è quindi solo un sistema di rilevazione ma è anche una filosofia di gestione basata sul dialogo e sulla condivisione valoriale.

La Copenhagen Charter prevede le seguenti fasi di processo di rendicontazione sociale:

Prima fase: decisione della direzione aziendale di creare una relazione con gli stakeholder;
Seconda fase: identificazione degli stakeholder chiave, dei fattori critici di successo e dei valori;
Terza fase: costruzione di un dialogo permanente con gli stakeholder;
Quarta fase: individuazione degli indicatori per la misurazione delle performance;
Quinta fase: monitoraggio costante delle performance;
Sesta fase: identificazione delle azioni di miglioramento;
Settima fase: predisposizione, verifica e pubblicazione del “resoconto finale”;
Ottava fase: consultazione degli stakeholder per la valutazione delle performance realizzate (feedback).

(Fonte: L. Hinna, Il bilancio sociale, Il Sole 24 Ore, Milano, 2002)

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